• Amore e Umiliazione

    Inviato da mikes09 su 11/03/2021 14:54

    Serena è una ragazza di 23 anni. Studentessa universitaria, castana e formosa, quel giusto mix di ragazza dolce e sensuale,
    che sa come valorizzare il suo corpo con vestitini corti e tacchi alti. Le sue gambe nude e il sedere formoso non mancano mai di attirare sguardi di ammiratori interessati. E’ ben consapevole del fascino che suscita nei confronti dell’altro sesso, ma per il momento ha solo una persona in testa.

    Sabato pomeriggio. Rientrando a casa incontra per strada Vittoria, una delle sue migliori amiche fino dalla prima superiore.
    Dopo i normali convenevoli la conversazione si sposta subito su Max, il nuovo ragazzo 31enne di Serena.

    VITTORIA: Serena, come va con Max? Ormai sono quasi 6 mesi che state insieme.
    SERENA: Bene dai. Lo hai visto come è. Molto imbranato e impacciato, ma sotto è un bravissimo ragazzo
    VITTORIA: L’importante è che ti tratti bene
    SERENA: Sono veramente contenta di averlo trovato. E’ un bel cambiamento, soprattutto dopo quello stronzo di Luca
    VITTORIA: Che merda Luca… tanto figo quanto stronzo…
    SERENA: Non mi ci far pensare. Comunque guarda che anche Max è molto carino
    VITTORIA: Lo so, lo so. Ma… a proposito, quel problemino con il sesso di cui mi parlavi tempo fa…?
    SERENA: Intendi le dimensioni? (sorride)
    VITTORIA: Si. Mi hai fatto una testa così con sta storia dei suoi 12 centrimetri.
    SERENA: E vabbè, eravamo all’inizio
    VITTORIA: E poi venivi dai 19 centimetri di Luca (ride mimando la dimensioni con le mani)
    SERENA: Dai non fare la stronza (ride felice per certi ricordi di esperienze passate)
    VITTORIA: Ok, però dimmi come fai. Io non so se ce la farei con uno che ce l’ha così piccolo
    SERENA: Il sesso normale non è il massimo. Certe volte fatico a sentirlo dentro di me. Però..
    VITTORIA: Però?
    SERENA: Si da da fare in altri modi. Ricordi quando avevamo letto quell’articolo su quel sito che parlava di ragazzi slave?
    VITTORIA: Si, il mio sogno! Non mi dire che…
    SERENA: Esatto. Mi sono trovato un bello schiavetto (ride)
    VITTORIA: Il tuo solito culo Serena! Prima i 19 centimetri, e ora pure lo schiavetto!
    SERENA: Beh in qualche modo deve compensare le sue mancanze, e almeno ne è consapevole
    VITTORIA: Dai ora voglio sapere cosa fate
    SERENA: Tante cose. Ti dico solo che adora i miei piedi.
    VITTORIA: Ecco perchè eri sempre scalza con i sandali con il tacco ultimamente. Lo hai sedotto così? (ride)
    SERENA: Magie di piedini curati e smalto nero! Dovresti farlo pure tu, li tieni sempre chiusi in quelle converse!
    VITTORIA: Mica ho i piedi belli come i tuoi!
    SERENA: Ma smettila. Comunque è proprio una soddisfazione arrivare a casa da lui e ricevere un trattamento completo di massaggio, baci e leccate di piede
    VITTORIA: E tu come lo ringrazi? (ride)
    SERENA: Con tanti calci nelle palle
    VITTORIA: Dai non ci credo!
    SERENA: Verissimo. Dovresti vedere come gode e come supplica di tirare più forte
    VITTORIA: Amo già questo ragazzo (ride)
    SERENA: Ehi guarda che sono gelosa
    VITTORIA: Ma va, chi tu? (ride)
    SERENA: Non è che sei veramente interessata?
    VITTORIA: Perchè?
    SERENA: In realtà non mi dispiacerebbe se partecipassi pure tu. Credo che sarebbe molto divertente dominarlo in due
    VITTORIA: Sei seria?
    SERENA: Si. Sarebbe molto umiliante anche per lui. Ti ho già rivelato il suo segreto perchè mi fido di te. Poi tanto lo ho già in pugno. E so che tu non te lo scoperesti
    VITTORIA: No no. Sia perchè è tuo, e sia per le dimensioni (ride)
    SERENA: Esatto. Dai, allora dopo lo sento e glielo propongo per stasera
    VITTORIA: Ma devo mettermi sandali e smalto nero pure io?
    SERENA: No, no. Vieni pure così in converse e calzini senza cambiarti, voglio vedere come si comporta
    VITTORIA: Ok (ride). Ma posso prenderlo a calci pure io?
    SERENA: Certo, mi serve il tuo aiuto proprio per quello
    VITTORIA: Ok, ora devo rientrare a casa, ci vediamo stasera!

    Vittoria saluta Serena con un abbraccio e un veloce bacio a stampo.
    Poco dopo Serena contatta Max su Whatsapp
    .

    SERENA: Ciao tesoro, devo dirti una cosa
    MAX: Che cosa amore mio?
    SERENA: Ho detto a Vittoria quanto lo hai piccolo
    MAX: …
    SERENA: Che c’è? E’ una mia amica e ci confidiamo
    MAX: Lo sai che mi vergogno…
    SERENA: E dai tranquillo, è una amica. Poi non c’è nulla di male
    MAX: Insomma… me lo dici pure tu che a volte manco lo senti
    SERENA: Dai che ho una sorpresa per te
    MAX: Che cosa? Lo strapon che mi avevi promesso?
    SERENA: No scemino. Stasera viene pure Vittoria con me
    MAX: Volete andare al cinema?
    SERENA: No no. A casa tua.
    MAX: Come mai?
    SERENA: Tu non preoccuparti. Veniamo alle 22. Quando suoniamo voglio che ti fai trovare nudo in ginocchio davanti alla porta.
    MAX: Ma che dici amore??
    SERENA: Ho promesso a Vittoria che le facevo vedere quanto lo hai piccolo dal vivo
    MAX: …
    SERENA: Dai che se fa il bravo poi ti ricompensiamo. Non vuoi vedere come sono i piedini di Vittoria senza scarpe?
    MAX: Posso davvero vederli?
    SERENA: Si. E anche sentirli. Forte forte nelle tue palle.
    MAX:
    SERENA: E comunque è un ordine. Fai come ti ho detto, altrimenti mi incazzo
    MAX: Hai ragione Padrona, scusami, non volevo disobbedire.
    SERENA: A stasera cazzettino mio

    ————————————

    Ore 22.30, casa di Max.
    Serena e Vittoria sono ovviamente in ritardo, ma io sono già nudo e pronto ad aspettarle.
    Impossibile non esaudire un ordine della mia Serena.
    L’ansia è alle stelle. Ci sarà veramente Vittoria o era tutto uno scherzo?
    E se invece c’è cosa dirà vedendomi totalmente nudo e inginocchiato?

    Il fatto di averla già conosciuta un mese fa ad un aperitivo non mi aiuta. Già allora ero stato abbastanza imbarazzato e impacciato.
    Vittoria è una bellissima ragazza, bionda con gli occhi chiari, più alta e magra di Serena,
    e già allora il suo vestitino leggero lasciava intuire il suo bel fisichino.
    E io non sono mai stato un seduttore. Le belle ragazze mi mettono in agitazione.
    Chissà cosa avrà pensato di me? E cosa altro le avrà raccontato Serena?

    Adesso sono qua privo dei miei vestiti e il freddo e l’ansia non mi aiutano.
    E se volesse fare un threesome? Oddio come faccio?
    Svegliati! Perchè sei così piccolo e moscio?


    Driiin.
    Finalmente il campanello suona.

    Si apre la porta e Serena e Vittoria sono davanti a me. Serena, con un vestito floreale stupendo che lascia ben vedere le sue curve e i sandali con il tacco che tanto esaltano i suoi bellissimi piedi. Vittoria con vestitino nero e converse, magra e bellissima con i suoi lunghi capelli biondi slegati. E io? Nudo come un coglione.

    SERENA: Ciao cazzettino, vedo che hai obbedito ai miei ordini. Eccoti qua nudo e inginocchiato davanti a noi. Che bravo!
    VITTORIA: (ride)
    MAX: Buonasera padrona, ciao Vittoria…
    SERENA: Ciao Vittoria?? Ma pensi di parlare con una tua amica?
    MAX: No no.. stavo solo salutando…
    SERENA: Occhio a come parli schiavetto. Quando ti rivolgi a lei devi chiamarla Miss Vittoria.
    MAX: Si padrona, mi scusi Miss Vittoria
    VITTORIA: Che bravo questo schiavo (ride)
    SERENA: Bravo? Ti ha mancato di rispetto. Perchè non gli tiri un bel calcio nelle palle?
    VITTORIA: Posso?
    SERENA: Certo che puoi. Non vuoi punire questo cazzettino?
    VITTORIA: Si si (ride), dai Max, vieni che ti tiro un calcio
    MAX: Si Miss Vittoria, però non con le scarpe per favore…
    SERENA: Ma come ti permetti? Credi di poter decidere? Vorresti far spogliare la mia amica maniaco?
    MAX: No no, mi scusi, la prego, mi metto subito in posizione, merito un bel calcio
    SERENA: Uno? Adesso saranno due per la tua insolenza!

    Sempre in ginocchio allargo le mie gambe per agevolare il calcio di Miss Vittoria. Mi vede in posizione e ci pensa solamente 2 secondi. E poi arriva la botta.
    Un bel calcio forte, quasi di punta e il fatto che abbia ancora le sue converse addosso non aiuta, anzi il colpo è ancora più forte.

    Mi piego a terra dal dolore e le sento ridere, entrambe. Chi lo avrebbe mai detto che pure Vittoria ha un animo da dominatrice? Mai mi ero mostrato nudo ad una ragazza sconosciuta, e figuriamoci farmi prendere a calci. Ma evidentemente questo è il mio destino.

    SERENA: Dai cazzettino alzati
    VITTORIA: Mica gli avrò fatto male a quel cosetto minuscolo che si ritrova
    SERENA: Ma figurati, è tutta scena, tira pure l’altro calcio
    VITTORIA: Avevi proprio ragione sulle dimensioni, ora che è moscio è veramente minuscolo
    SERENA: Eh si, povera me
    VITTORIA: Dai non ti disperare. Se non è bravo come amante magari è più bravo in altre cose. Come lo vuoi il calcio Max? Più piano o più forte?
    MAX: Più forte Miss Vittoria… me lo merito… mi scusi per le mie dimensioni

    Vittoria non se lo fa ripetere due volte. Il calcio arriva subito ed è fortissimo. Sono sdraiato a terra tenendomi le palle con le mani. La possibilità di fare un threesome è decisamente scartata. Entrambe le ragazze hanno deciso che il mio cazzetto non merita sesso, ma solo calci…

    SERENA: Beh cazzettino, è brava Vittoria?
    MAX: Si…
    SERENA: Hai finito le parole?
    MAX: No Padrona, Miss Vittoria è bravissima
    SERENA: Bene bene… ma non ci fai accomodare in salotto?
    MAX: Si padrona, si Miss Vittoria, prego seguitemi
    SERENA: Fermo li. Non vedi come sono sporche le scarpe di Vittoria? Mica vorrai farla entrare così
    MAX: Ha ragione padrona, se vuole può toglierle
    SERENA: Ma che dici coglione? Le devi pulire con la tua lingua!
    MAX: Davvero padrona?
    SERENA: Si coglione, fammi vedere come le lecchi le suole
    VITTORIA: Dai Max fai il bravo e lecca (ride), puoi cominciare da quella destra
    MAX: Ok Miss Vittoria

    Miss Vittoria mi mette la suola della sua Converse davanti alla faccia. Non avevo mai leccato prima d’ora delle scarpe da ginnastica. Per lo più molto usate. Ma non potevo rifiutarmi. Inizio a leccare e rimuovere lo sporco di terra e polvere da quelle suola usurata. Ripasso 3 volte la suola destra. Miss Vittoria soddisfatta mi mette in faccia la scarpa sinistra. Tra i quadrati della suola emerge un pezzo di gomma da masticare ancora attaccato, pulisco pure quello da bravo schiavo leccapiedi. La mia lingua è ormai più nera delle sue scarpe.

    La luce negli occhi di Vittoria è decisamente cambiata dalla prima volta che l’ho incontrata. Non c’è più la falsità di un incontro occasionale in un bar a farmi da scudo. Credo che adesso mi veda finalmente come la persona che sono. Un patetico schiavetto.

    mikes09 rispose 5 anni, 4 mesi fa 1 Membro · 0 Risposte
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